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La Blockchain al servizio dell’energia pulita

Come gestire su larga scala le energie rinnovabili non programmabili?

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Il contributo delle rinnovabili è sempre più importante, ma la modalità attraverso cui l’energia proveniente da fonti sostenibili viene smistata sulla rete non può essere identica al vecchio modello centro-periferia. L’energia pulita ha, infatti, le sue esigenze specifiche: non è sempre possibile far valere, senza alcuna modifica, il vecchio modello di distribuzione.

Una delle caratteristiche principali della gestione delle energie rinnovabili è la non programmabilità. Difficilmente si potrà essere completamente sicuri riguardo alla quantità di energia che un impianto eolico o fotovoltaico riusciranno a produrre in un dato periodo di tempo.

Il contributo energetico di risorse come sole e vento non può essere programmato in anticipo. Anche per questo motivo non è possibile fare attualmente affidamento esclusivamente sul loro contributo. La situazione, tuttavia, potrebbe presto cambiare. Grazie alla tecnologia Blockchain è possibile, infatti, stabilizzare la rete elettrica aggirando le tradizionali limitazioni della rete e integrando in modo più flessibile le fonti rinnovabili. Scopriamo insieme la soluzione che sonnen e TenneT stanno sperimentando in Germania.

Sonnen e TenneT: la sperimentazione in Germania

150710_Tennet_logo_B1DFFFA22C086271C1257E7E0036F1F0Mentre chi legge questo blog già conosce bene sonnen e il mercato degli accumulatori per il fotovoltaico, TenneT potrebbe essere un’entità sconosciuta. Non si tratta di una piccola startup innovativa, ma di uno dei più importanti distributori di energia europei, operativo principalmente in Olanda, ma che, attraverso una sua succursale, eroga i suoi servizi anche nella vicina Germania.

Sonnen e TenneT hanno deciso di mettere insieme le proprie competenze per dare vita al primo progetto pilota in Europa capace di coniugare le potenzialità innovatrici di Blockchain e rinnovabili. Tale soluzione ha lo scopo di stabilizzare la rete, rendendola più flessibile nei confronti delle energie rinnovabili non programmabili, a partire proprio dal fotovoltaico.

Sistemi di storage e Blockchain insieme per stabilizzare la rete elettrica

I sistemi di storage per il fotovoltaico incominciano, in Germania, a essere così diffusi da poter sfidare i gestori di energia tradizionali. Il mercato dell’energia, come dimostrato da tutti coloro che hanno assunto il ruolo di prosumer, è pronto a essere investito da un’ondata di aria fresca in un modo simile a come Internet ha rivoluzionato il mondo della comunicazione e informazione.

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Un sistema energetico nazionale che vuole integrare le energie rinnovabile rischia, paradossalmente, di diventare più fragile. Oltre alla non programmabilità, le energie rinnovabili, soprattutto nel caso di mini e micro-impianti fotovoltaici, presentano un’altra caratteristica che rischia di diventare problematica: la frammentazione. Ed è proprio questa limitazione che il progetto pilota mira a risolvere.

Poiché l’attuale sistema di distribuzione è legato al modello centro-periferia, i nuovi impianti fotovoltaici rischiano di metterlo in crisi. Come fare, dunque, per trasformare un difetto in una virtù? È qui che entra in gioco la Blockchain e le nostre sonnenBatterie.

Una rete più pulita è una rete intelligente

Gli impianti eolici tedeschi, in caso di sovrapproduzione di energia, venivano letteralmente tagliati fuori dal sistema. Poiché satura, la rete elettrica non era infatti capace di gestire i sovraccarichi di energia non utilizzata prodotta dal vento. Ed è qua che entrano in gioco i sistemi di storage. Grazie alla flessibilità introdotta dalla Blockchain diventa praticabile la seguente strada: invece di tagliare le turbine fuori dal sistema, l’energia che esse producono viene re-indirizzata in piccoli pacchetti ai singoli sistemi di storage, che la “custodiscono” invece della rete.

L’energia pulita del sole e del vento non viene così dispersa, ma è pronta per essere re-immessa al momento del bisogno, ovvero quando c’è necessità di stabilizzare la rete in caso di fluttuazioni di carichi e tensioni dovuti, appunto, al contributo non sempre prevedibile e anticipabile delle rinnovabili.

In questo modo si dovrebbero risparmiare 90 milioni di euro che altrimenti si sarebbero dovuti investire in infrastrutture tanto invasive quanto a rischio di diventare presto obsolete. La tecnologia della Blockchain permette di gestire tutto questo in modo più flessibile e decentralizzato, tracciando sia la provenienza che la destinazione dei pacchetti di energia pulita che viaggiano sulla rete e che verranno riutilizzati in differita rispetto a quando sono stati generati.

Se vuoi scoprirne di più sul rapporto tra energie rinnovabili e blockchain, leggi gli altri due articoli del nostro approfondimento tematico:

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