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sonnenCommunity: com’è ora in Italia e come sarà domani

Per sonnen l’indipendenza energetica passa per due strade: batteria di accumulo fotovoltaico e rete elettrica P2P. Vediamo come si sta realizzando in Italia

Dal momento della sua fondazione, sonnen ha avuto un obiettivo preciso che ha guidato tutte le scelte dell’azienda: offrire ai cittadini la possibilità di liberarsi dalla dipendenza dall’energia fossile, fornendo un’alternativa energetica rinnovabile e indipendente dai gestori delle reti elettriche. Quest’idea è stata concretizzata lavorando su due strade: da una parte, lo sviluppo di sistemi di accumulo in grado di migliorare l’efficienza della produzione e del consumo dell’energia solare, che ad oggi rimane quella più adottata in contesto residenziale; dall’altra parte, in Germania, la creazione di una comunità energetica che permettesse ai suoi membri di sostenersi a vicenda, scambiandosi energia nelle situazioni in cui singoli nodi non riescono a soddisfare completamente il proprio fabbisogno elettrico con il proprio impianto.

Queste due innovazioni nel sistema dell’energia rinnovabile prendono il nome, rispettivamente, di sonnenBatterie e sonnenCommunity.

sonnenBatterie

sonnenBatterie è un sistema di accumulo dotato dell’innovativa batteria al litio-ferro-fosfato, che permette di incrementare sia la capacità che la durata della vita mantenendo un formato compatto facile da integrare all’interno dell’abitazione, anche grazie al sistema Plug&Play per una rapida installazione del dispositivo. In aggiunta, sonnenBatterie è dotata di un Energy Manager per ottimizzare la produzione e il consumo energetico, di una configurazione modulare per espandere la capacità e altre dotazioni che variano da modello a modello, come ad esempio l’inverter già integrato nel sistema d’accumulo di sonnenBatterie Hybrid 9.53. Grazie all’installazione di sonnenBatterie, oltre al 35% di autonomia garantito dal fotovoltaico, si può raggiungere fino al 75% dell’indipendenza energetica per la propria abitazione.

sonnenCommunity

Per raggiungere l’indipendenza energetica completa manca un 25% e qui entra in gioco la sonnenCommunity. La patria natia di sonnen è la Germania e proprio questo Paese è stato il terreno fertile per sviluppare quest’innovativa rete elettrica Peer-to-Peer che permette lo scambio di energia prodotta dai suoi membri: in questo modo, chi riesce a creare un surplus energetico con il proprio impianto alimentato con energie rinnovabili (fotovoltaico, eolico, etc.) compensa le mancanze di un altro utente, in una comunità completamente autosufficiente con i suoi membri che riescono a raggiungere l’indipendenza energetica. Il quartier generale di sonnen si trova proprio nella cittadina che meglio è riuscita a realizzare la sonnenCommunity: Wildpoldsried, cittadina bavarese simbolo del progresso nelle energie rinnovabili con un tasso d’adozione del 100%.

La situazione in Italia

Dalla Germania, sonnen ha portato il suo modello di indipendenza energetica in Svizzera, Austria, Italia, USA, Australia, Inghilterra e Spagna.

Oggi, in Italia non c’è un quadro legislativo in grado di accogliere una rete elettrica P2P come quella tedesca. La situazione è comunque destinata a cambiare, con un mercato dell’energia in continua evoluzione anche per accogliere le direttive europee in materia di adozione di fonti rinnovabili.

sonnen è presente in Italia dal 2015 e ha contribuito a sensibilizzare il nostro Paese sull’importanza dell’energia fotovoltaica e su forme ottimizzate di produzione e di consumo elettrico. Oltre a sonnenBatterie, è stata sviluppata una nuova formula per permettere il raggiungimento dell’indipendenza energetica dei clienti italiani in attesa del via libera sul modello tedesco.

Con un pagamento di una quota mensile di 9,90 € si può far parte della sonnenCommunity, godendo del vantaggio di aver diritto al monitoraggio da remoto per ottimizzare l’autoproduzione e l’autoconsumo fotovoltaico, l’aggiornamento software automatico della sonneBatterie per integrare nuovi accessori domotici e l’offerta Bolletta Residua Zero, per coprire il restante 25% del fabbisogno energetico medio senza ulteriori spese, con la garanzia che l’energia ricevuta provenga da fonti rinnovabili.

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