Energie rinnovabili: crescono gli investimenti, ma non superano le fonti fossili

Il 2021 ha fatto registrare un’importante crescita nella capacità di produzione energetica globale da fonti green, ma la maggior parte delle risorse economiche è ancora destinata alle fonti fossili.

Sempre più investimenti in energie rinnovabili

Secondo il rapporto “Renewable Capacity Statistics 2022”, realizzato da IRENA (International Renewable Energy Agency), nel 2021, la capacità di generazione globale da fonti rinnovabili è aumentata del 9,1% rispetto all’anno precedente, per un totale di 3.064 GW.

Il contributo maggiore alla crescita è stato dato da fotovoltaico ed eolico, pari all’88% della nuova capacità installata. Un progresso collegato all’importante incremento degli investimenti in energie rinnovabili evidenziato dal “Sustainable Recovery Tracker” di IEA, International Energy Agency,

Nel corso del 2021, infatti, sono state stanziate crescenti risorse economiche per le energie rinnovabili, pari a 380 miliardi di dollari. Questo dato risulta ancor più rilevante, se si considera il contesto pandemico dell’ultimo biennio e lo si confronta con la situazione di crisi economica 2007-2008: l’attuale pacchetto d’investimenti green vale il 40% in più rispetto a quello precedente, sintomo della fiducia nel potenziale delle rinnovabili e nel loro ruolo per la definizione di un modello economico più sostenibile.

Tuttavia, i dati sugli investimenti green mettono in luce realtà diametralmente opposte:

  • I Paesi delle economie avanzate pianificano, per il 2023, un’ulteriore spesa di 370 miliardi di dollari per le rinnovabili, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione 2050;
  • I Paesi emergenti e in via di sviluppo programmano, per il 2023, una spesa di 52 miliardi di dollari, ovvero, meno di un quarto della cifra necessaria per il raggiungimento degli obiettivi 2050.

Le fonti fossili conservano il loro primato

I dati evidenziano come, nonostante gli investimenti record per le rinnovabili, la spesa energetica globale continuerà, anche per quest’anno, a essere dominata dalle fonti fossili.

Per il 2022, i dati di Rystad Energy stimano, infatti, una spesa per le energie green pari a 2.100 miliardi di dollari, di molto superiore rispetto all’ultimo triennio (+9% vs 2019, +16% vs 2021, +27% vs 2020), ma sempre inferiore rispetto a quella destinata alle fonti fossili (petrolio: 658,401 miliardi di dollari, gas: 396 miliardi di dollari) che registrano un incremento del 15% rispetto al 2021. Seguono eolico onshore, con 209 miliardi di dollari (+24% vs 2021) e fotovoltaico con 191 miliardi di dollari (+64% vs 2021).

Gli analisti osservano come la recente crisi energetica abbia, in realtà, messo in luce tutti i limiti di un sistema energetico basato su fonti fossili, dichiarando, come sempre più probabile e auspicabile, un’inversione di tendenza a favore di alternative più green e sostenibili.

La responsabilità di questa transizione energetica non è, però, solo nelle mani dei Governi, ma di tutti noi, attraverso azioni e scelte che possano accelerarne il processo.

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