Obiettivo decarbonizzazione 2050: secondo IRENA, gran parte del merito sarà delle rinnovabili

Secondo IRENA, International Renewable Energy Agency, le energie rinnovabili avranno un ruolo fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi 2015. Ma per un futuro energetico sostenibile, è necessario attivare, già oggi, strategie efficaci e politiche a sostegno delle rinnovabili.

L’Accordo di Parigi: promesse non ancora realizzate

L’Accordo di Parigi (2015) rappresenta la prima intesa globale, sottoscritta da 195 Paesi, sul cambiamento climatico e si pone come obiettivo quello di limitare l’innalzamento della temperatura media del Pianeta a max. 2°C rispetto ai livelli preindustriali, con l’ambizione, però, di contenerlo entro 1,5°C.

Nel report “World Energy Transitions Outlook 2022: 1,5°C Pathway” l’Agenzia IRENA evidenzia le strategie per il raggiungimento di questo importante traguardo ed i limiti intrinsechi nell’affidarsi, ancor oggi, ad un modello energetico dominato dalle fonti fossili. Oggi, circa l’80% della popolazione mondiale vive in Paesi dipendenti dall’importazione di combustibili fossili che, soggetti a costanti fluttuazioni dei prezzi, possono accrescere la povertà energetica e ridurre la competitività delle imprese nazionali.

Tutti, invece, possono avere accesso, oggi, a fonti d’energia rinnovabile, in grado di ridurre i costi, sia per le imprese che per i cittadini, poiché non soggette a mutamenti di mercato come le fossili, e creare nuove opportunità di lavoro e crescita economica.

Tuttavia, nonostante la direzione da prendere sia ben chiara, poco si sta facendo per attuare quest’auspicabile e necessaria transizione energetica. Ancor’oggi, infatti, molte delle direttive dell’Accordo di Parigi non hanno trovato applicazione e, al contrario, si ipotizzano investimenti, su nuove forme di produzione e canali di importazione per combustibili fossili in risposta all’attuale crisi energetica.

Le energie rinnovabili protagoniste della decarbonizzazione

Nel suo rapporto IRENA, ha provato a tracciare un percorso per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi attraverso sei ambiti di intervento:

  • Energie rinnovabili: aumentare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili (passando dall’attuale 26% al 90% entro il 2050) e prevedere il consumo di moderne forme di bioenergia (da 18 EJ a 58 EJ);
  • Efficienza energetica: incrementare gli investimenti, quintuplicando gli attuali 0,3 trilioni di dollari l’anno;
  • Elettrificazione: aumentare il numero di veicoli elettrici: passando dagli attuali 7 milioni, ai 147 milioni entro il 2050;
  • Idrogeno: aumentare la produzione di idrogeno: secondo le stime il 12% dei consumi finali di energia potrebbe essere coperto entro il 2050 da idrogeno “pulito (H2 verde);
  • Rimozione della CO2: aumento della capacità di riduzione delle emissioni di CO2: dalle attuali 40 milioni di tonnellate/anno a 8,4 miliardi di tonnellate/anno, entro il 2050.

I numeri del rapporto di IRENA sottolineano, quindi, come la strada per il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi sia ancora lunga ed evidenziano l’urgenza nell’adozione di misure economiche che possano incentivare l’uso delle rinnovabili con una stima d’investimenti, entro il 2030, pari a circa 5,7 trilioni di dollari.

Un impegno di risorse economiche volte non solo al contenimento del riscaldamento globale, ma anche alla creazione di nuovi posti di lavoro: si stimano 85 milioni in totale. Un dato che compensa ampiamente la perdita provocata dall’allontanamento dalle fonti fossili, pari a circa 12 milioni.

Verso la transizione energetica

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