Le nuove frontiere della rete elettrica: le configurazioni virtuali

Le configurazioni virtuali sono soluzioni tecnologiche in grado di rivoluzionare il concetto di distribuzione dell’energia elettrica e favorire la nascita di comunità energetiche.

La sonnenCommunity tedesca rappresenta un esempio di autoconsumo collettivo: essa è una rete che collega abitazioni dotate di impianti fotovoltaico e sistema di accumulo, che mettono in condivisione l’energia autoprodotta per permettere a tutti i membri di rendersi indipendenti dai distributori elettrici tradizionali.

La sonnenCommunity italiana, invece, riesce a raggiungere questo obiettivo con una formula diversa: in aggiunta alla sonnenBatterie, il sistema di accumulo fotovoltaico con l’innovativo batteria al litio ferro fosfato, sonnen fornisce per 24 mesi un bonus energetico pari a 125 kWh di materia prima energia e 9,90 euro sui costi passanti.

L’adozione di una formula differente in Italia dipende dalle regolamentazioni che non consentono l’autoconsumo collettivo, ma il nostro Paese si trova in uno scenario di apertura progressiva, grazie alle delibere di Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) di fine 2017 e grazie ai più recenti sviluppi dell’Unione Europea sul pacchetto Clean Energy for All Europeans.

Si è infatti allargato lo spettro dei Sistemi Semplici di Produzione e Consumo (SSPC), incorporando nuove possibili utenze: oggi abbiamo i SAP (sistemi di autoproduzione), i SEU (sistemi efficienti di utenza), gli ASE (altri sistemi esistenti), i SEESEU (sistemi esistenti equivalenti ai sistemi efficienti di utenza) e gli SSP-A/B (sistemi per i quali trova applicazione lo scambio sul posto).

Un’altra possibilità è rappresentata dalle configurazioni elettriche virtuali: le tecnologie digitali vengono in aiuto della generazione distribuita, permettendo particolari soluzioni di gestione dell’energia che permettono di staccarsi dalla rete elettrica.

Si può quindi parlare di aggregazioni di unità di produzione e consumo situate in luoghi diversi e non direttamente collegate tra loro. La delibera 300/2017 di Arera ha infatti portato a diversi progetti pilota per testare forme di generazione distribuita virtuale e delineare la figura dell’aggregatore.

Le Unità Virtuali Abilitate (UVA) possono presentarsi in una delle quattro configurazioni virtuali nel nostro mercato elettrico:

  • UVAC: Unità Virtuali di Consumo;
  • UVAP: Unità Virtuali di Produzione;
  • UVAM: Unità Virtuali Abilitate Miste;
  • UVAN: Unità Virtuali Abilitate Nodali.

Tra queste rivolgiamo la nostra attenzione alle UVAP: sono unità di produzione autonome non rilevanti, ovvero con una potenza complessiva inferiore a 10 MegaVoltAmpere, compresi i sistemi di accumulo connessi che aumentano la capacità degli impianti; da novembre 2017 ad aprile 2018, i progetti pilota hanno movimentato circa 700 MWh.

Ancora più di interesse sono le UVAM, che nella loro natura mista comprendono unità di produzione e unità di consumo: questa configurazione virtuale è la forma ideale alla diffusione di impianti fotovoltaici con accumulo in Italia, legittimando i prosumer e permettendo di creare comunità energetiche virtuali.

Quello delle configurazioni virtuali è un percorso adottato di recente non solo dall’Italia, ma anche dal resto del mondo: in effetti, ci sono solo 146 progetti già attivi, parzialmente (61%) o completamente (39%) alimentati da fonti rinnovabili, con il fotovoltaico come tecnologia principalmente utilizzata (63%).

I progetti pilota italiani sono un importante segnale verso l’adozione di comunità di prosumer fotovoltaici e sonnen è orgogliosa di partecipare ai primi test pilota realizzati da Terna, per poter offrire anche in Italia un nuovo modello energetico.

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